Lo sciopero su ebay è terminato, il resconto

AMpWed, 27 Feb 2008 08:30:00 +00001204101000UTCC+ 1
I feedback negativi di Ebay sono uno degli argomenti più caldi al momento sul web.

Qualche tempo fa, il noto sito di aste, ha comunicato l’intenzione di modificare la sua politica di feedback. Lo scopo sarebbe quello di arginare la pratica dei commenti negativi.
Infatti il presidente di eBay North America, aveva così commentato questa decisione:
“Il sistema di commenti non funziona come dovrebbe, oggi il principale problema
con il sistema è che gli acquirenti hanno paura, proprio a causa delle minacce
di ritorsioni. Che si verificano con un feedback negativo”.

Vi è anche in ballo la riorganizzazione delle tariffe che causerebbe l’aumento dei costi percentuali sul valore di vendita, che eBay intasca su ogni transazione.
Gli utenti a questa decisione avevano indetto uno sciopero dal 18 al 25 febbraio astenendosi da tutte le attività del sito.

I risultati non sembrano aver raggiunto l’obbiettivo sperato, infatti, secondo i media statunitensi, potrebbero ancora pensare ad altre forme di reibellione. EBay ha fatto sapere di non aver sofferto alcun danno dal boicottaggio in atto.
Il resoconto di questo sciopero è controverso, secondo i siti dealscart.com e medved.net le vendite su Ebay nel periodo dello sciopero sarebbero diminuite a 13 milioni, vedendo una riduzione in termini percentuali del 13%.
Il portavoce di EBay, Jose Mallabo, non vuole commentare i risultati riportati da terze parti,sostenendo che le statistiche interne del sito indicano che il boicottaggio “non ha avuto un impatto sui nostri elenchi”, ma queste non saranno rese pubbliche.
Alcuni utenti comunque, riferiscono che per avere la certezza del risultato bisognerà attendere ancora una settimana.

Per approfondimenti: CnnMoney.

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Protezione civile: il Dipartimento utilizzerà infrastrutture e tecnologie di Poste Italiane

PMpTue, 26 Feb 2008 13:27:00 +00001204032420UTCC+ 1
Il Dipartimento della Protezione Civile e il Gruppo Poste Italiane insieme per affrontare le situazioni di emergenza e i grandi eventi che si svolgono in Italia.

E’ quanto stabilisce il protocollo d’Intesa firmato oggi dal Capo del Dipartimento di Protezione Civile, Guido Bertolaso e dall’Amministratore delegato del Gruppo Poste Italiane, Massimo Sarmi.


L’accordo prevede che Poste Italiane metta a disposizione la propria infrastruttura fisica e hi-tech in grado di raggiungere qualsiasi angolo del Paese per realizzare un contact center specializzato nella gestione delle situazioni critiche e la propria rete territoriale di uffici postali per informazioni ai cittadini. Inoltre, il Dipartimento della Protezione Civile nella gestione delle emergenze potrà contare anche sull’infrastruttura logistica e del sistema di trasporti del Gruppo Poste Italiane. E’ previsto infine lo sviluppo di un possibile impiego della piattaforma E-Learning del Gruppo per la formazione a distanza degli operatori e dei volontari della Protezione Civile.


“L’accordo firmato oggi è un ulteriore passo in avanti per il Sistema della Protezione Civile che, in caso di emergenza deve poter contare sulle migliori risorse disponibili sul territorio” spiega il Capo del dipartimento della protezione Civile Guido Bertolaso “con l’unico obiettivo metterle in tempi rapidi a disposizione di quei cittadini che ne dovessero aver bisogno. Non dobbiamo mai dimenticare che l’Italia è un paese di straordinaria bellezza ma di grande fragilità; terremoti, vulcani, frane, alluvioni e incendi boschivi sono solo alcuni dei rischi con cui il nostro sistema deve essere pronto a misurarsi e per poter dare risposte efficaci e tempestive è necessario lavorare per mettere a fattor comune tutte le potenzialità del Paese”.


“Il Protocollo di intesa”, commenta l’Amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, “esalta la naturale vocazione di Poste Italiane come infrastruttura a servizio del Paese, ponendola come attore di rilievo anche nella politica di sicurezza nazionale. La firma di questa collaborazione con il Dipartimento consentirà ai responsabili della Protezione Civile di elaborare le strategie di prevenzione e di intervento in caso di emergenza potendo contare su uno strumento in più, costituito dalle piattaforme a tecnologia avanzata messe a disposizione da Poste Italiane”.

Ma cosa viene veramente scaricato con il p2p?

PMpMon, 25 Feb 2008 12:10:00 +00001203941400UTCC+ 1
Si parla molto del p2p, ma nella maggior parte dei casi gli argomenti vertono sulla legalità. Invece ecco una curiosità legata al p2p, una speciale classifica su TorrentFreak per sapere cosa viene scaricato in percentuale dagli utenti.

Chiunque sentendo parlare del p2p penserebbe che le cose più scaricate sono:musica, film, giochi …. e invece no! La cosa più scaricata sono i programmi televisivi.

Il rapporto rileva che una percentuale vicina al 50% del totale dei file scaricati sono programmi televisivi, per esempio alcuni episodi di “Lost”, “Prison Break” e “Heroes” possono arrivare fino a 10 milioni di download per ogni episodio.

Il grafico qui sotto mostra la percentuale di Torrente file scaricato su Mininova nel corso degli ultimi 2 anni.

La cosa fa riflettere, perchè non mi sembra che le major siano così in pericolo in confronto alle televisioni!


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Mcafee, inc.: prende piede il malware locale

AMpSat, 23 Feb 2008 01:20:00 +00001203729600UTCC+ 1
Una nuova ricerca di McAfee dimostra come stia crescendo il Malware localizzato Crescono gli attacchi mirati alle differenti culture e tecnologie.
 
I cybercriminali stanno diventando sempre più abili nel confezionare attacchi mirati nelle varie lingue e stanno sfruttando le varie applicazioni più diffuse nei vari Paesi al fine di massimizzare i propri profitti, secondo un nuovo report annunciato oggi da McAfee, Inc. (NYSE: MFE). “Non si tratta più di malware di massa,” ha dichiarato Jeff Green, senior vice president, McAfee® Avert® Labs. “I criminali informatici sono diventati assai abili nel cogliere le sfumature delle varie regioni e nel creare malware specifico per ogni Nazione. Non sono solo esperti di programmazione – sono diventati anche esperti di psicologia e linguistica.”
 
Nel terzo Global Threat Report, intitolato “Una sola Internet, tanti mondi diversi” McAfee Avert Labs ha studiato le tendenze del malware a livello globale. Il report è basato sui dati raccolti dagli esperti internazionali di sicurezza di McAfee e analizza la globalizzazione delle minacce e le minacce specifiche nei vari Paesi e Regioni.
 
All’interno dello studio, McAfee espone le seguenti tendenze e conclusioni:
 
• Gli ingegnosi autori di malware hanno intensificato attacchi specifici per nazione, lingua, azienda e software
• I cyber-criminali stanno entrando sempre più in sintonia con le differenti culture e stanno personalizzando attacchi in questa direzione utilizzando tecniche di social engineering
• Le bande del crimine informatico reclutano autori di malware in Paesi con un alto tasso di disoccupazione ed elevato livelli di istruzione, come Russia e Cina• I cybercriminali sfruttano quei paesi in cui vi è un’applicazione lassista della legge
• A livello globale, gli autori di malware stanno sfruttando la natura virale del Web 2.0 e delle reti peer-to-peer
• Un numero più elevato che mai di exploit sono mirati a software e applicazioni che hanno una vasta popolarità a livello locale“.
 
Negli ultimi due anni la natura del malware è diventata più regionale,” prosegue Green. “Tale tendenza è un’ulteriore conferma del fatto che gli attacchi informatici di oggi si stiano indirizzando e siano spinti da motivazioni economiche, piuttosto che dal desiderio di fama e gloria dei cybergraffiti e dei worm a rapida diffusione dei tempi passati. Stiamo disputando una partita a scacchi continua con gli autori di malware, e siamo pronti a combatterli in qualsiasi lingua abbiano imparato a parlare.”
 
I principali trend locali:
 
Stati Uniti; il grande crogiolo del malware.
Già trampolino di lancio per tutto il malware, oggi il malware negli Stati Uniti include elementi di software malevolo visto attorno al mondo. Gli aggressori utilizzano in modo sempre più intelligente le competenze di social engineering per ingannare le proprie vittime e stanno cercando di sfruttare la natura virale del Web 2.0. Sebbene negli Stati Uniti vi siano leggi contro il cybercrimine, il vuoto legislativo sulla criminalità informatica a livello internazionale e le differenze nei trattati di estradizione rendono difficile per le forze dell’ordine perseguire i criminali informatici oltre i confini.
 
Europa; il malware impara le lingue. Con 23 idiomi nella sola Unione Europea, le barriere linguistiche rappresentavano un ostacolo per i furfanti. Gli utenti dei Paesi non anglofoni spesso cancellavano semplicemente le e-mail di spam e phishing in inglese. Oggi gli autori di malware adattano la lingua al dominio internet del sito ai cui utenti è indirizzata la minaccia, e siti Web malevoli supportano il malware in un differente linguaggio a seconda del Paese che si intende attaccare. Gli eventi culturali come il campionato mondiale di calcio dell’estate 2006 hanno ispirato e-mail truffa e siti di phishing che attirassero i fan del calcio. Grazie alla maggiore sofisticatezza del malware, gli utenti di computer Europei sono sotto attacco.
 
Cina; intrattenimento virtualeCon più di 137 milioni di utenti di computer — un quarto dei quali è appassionato di gaming on-line — gli autori di malware fanno soldi con beni virtuali, valuta e giochi on-line. La maggior parte del malware scoperto in Cina è composto da Trojan password-stealer — studiati per rubare le identità degli utenti dei giochi on-line e le loro credenziali dei conti in valuta virtuale. La Cina è diventata anche un terreno fertile per gli autori di malware, dal momento che un gran numero di abili programmatori non ha un lavoro legittimo. Lo stato delle cose ha fatto sì che questi hacker si rivolgessero al crimine informatico in cerca di denaro.
 
Giappone; tutta colpa di Winny: il malware si propaga via Peer to Peer Winny, un’applicazione peer-to-peer popolare in Giappone, è soggetta a infestazioni di malware che possono causare serie perdite di dati. Una volta installato in un ambiente aziendale, il malware su Winny può esporre i dati, rubare le password e cancellare i file. Diversamente dalla maggior parte degli altri Paesi, gli autori di malware in Giappone non sono motivati dal denaro — cercano invece di esporre o cancellare i dati sensibili presenti sulle macchine. Un altro bersaglio diffuso in Giappone è Ichitaro, un popolare word processor. Ci sono stati molti attacchi contro gli utenti di Ichitaro che hanno sfruttato vulnerabilità di sicurezza non corrette per installare spyware sulle macchine prese di mira.
 
Russia; l’economia, non la mafia, alimenta il malwareLe competenze tecniche dei Russi in un’economia instabile ne fanno un mercato prospero per gli hacker. Alcuni dei più noti toolkit per attacchi informatici sono stati realizzati in Russia e sono venduti nei mercati clandestini. Questi mercati grigi (al limite della legalità) di strumenti per il malware, uniti alla mancanza di leggi contro il cybercrimine, portano gli esperti a prevedere che ben presto la mafia russa – se non lo è già – si unirà alla criminalità informatica. Anche se la situazione economica russa, come quella cinese, ha spinto molti hacker a una vita dedita alla criminalità informatica, i laboratori Avert Labs prevedono che con un’economia più solida e un’applicazione più rigida delle leggi, il malware russo si attenuerà progressivamente.
Brasile; frodi contro le bancheI truffatori hanno fatto del Brasile una vera e propria vetrina internazionale, quando si tratta di frodi alle banche on-line. Con la maggioranza dei Brasiliani che possiedono conti correnti on-line, i truffatori cibernetici utilizzano sofisticate frodi di social engineering per ingannare i brasiliani inducendoli a rivelare informazioni riservate. Nel solo 2005, la Brazilian Banks Association ha stimato perdite pari a 300 milioni di Real (R$) (circa 165 milioni di dollari statunitensi) causate da frodi virtuali. I creatori di malware stanno adattando rapidamente i Trojan password-stealer alle modifiche che le banche stanno apportando ai loro siti Web.
Uno sguardo globale alle minacce attraverso i numeri:
• 371.002 — Numero complessivo delle minacce identificato dai laboratori McAfee Avert Labs al 1° febbraio 2008
• 131.800 — Minacce identificate dai laboratori Avert solamente nel 2007
• 53.567 — Pezzi unici di malware identificati nel 2006
• 246% — Crescita del malware dal 2006 al 2007
• 527 — Nuovo malware identificato quotidianamente dai laboratori Avert Labs dall’inizio del 2008
• 750 — Numero previsto di nuovo malware identificato quotidianamente dai laboratori Avert Labs alla fine del 2008.

“E’ disorientante vedere come siano sofisticati e intelligenti alcuni di questi attacchi,” ha dichiarato Joe Telafici, vice president di Avert Labs operations. “I cybercriminali stanno imparando a sfruttare le differenze culturali degli utenti di computer a livello globale. Ma il nostro team di esperti globale è pronto a combatterli e proteggere gli utenti.”

Il Global Threat Report può essere scaricato dal McAfee Threat Centre al questo indirizzo.


Aruba ed eBayabuse: il gestore dice la sua

AMpSat, 23 Feb 2008 01:14:00 +00001203729240UTCC+ 1
A seguito delle numerose notizie apparse sul web circa la decisione di Aruba di bloccare il sito eBayabuse, il gestore ha deciso di rilasciare una pubblica dichiarazione in merito.

“Abbiamo cessato l’erogazione del servizio sul sito eBayabuse in quanto ci è stato formalmente richiesto dalla Polizia Postale. Il contratto con i nostri clienti prevede, a tutela sia del diffamante sia del diffamato, che in caso di contenzioso sia possibile interrompere l’erogazione del servizio bloccando la visibilità sul web, il tutto a protezione dei nostri clienti” ha affermato Stefano Cecconi, CEO di Aruba.

Cecconi ha inoltre precisato le modalità operative che un hosting provider deve adottare per deontologia professionale e per contratto quando sussistono ipotesi di diffamazione all’interno dei propri siti.

“Il primo passo da compiere è verificare che effettivamente il sito riporti un contenuto ritenuto diffamatorio per una terza parte e soltanto quando abbiamo questa certezza siamo pronti a compiere il passo successivo, ossia il confronto con il nostro cliente al quale viene richiesta la cancellazione del testo ritenuto diffamatorio. I nostri contratti prevedono espressamente che in caso di contenzioso sia possibile interrompere l’erogazione del servizio, a tutela del cliente e del presunto diffamato”.

Maggiori dettagli dei contratti dei hosting sono visionabili a questo indirizzo di di Aruba.

Attenzione all’e-mail «sei indagato»

AMpThu, 21 Feb 2008 08:30:00 +00001203582600UTCC+ 1
Un’altra ondata di e-mail false sta raggiungendo le caselle di posta di molti utenti italiani. Questa volta il mittente dichiara di essere Mauro Baffi.

Questo sconosciuto ci avvisa che siamo indagati con questo messaggio:

«Cerca di nascondere subito tutto, e fai veloce!!! il tuo nome è comparso questa mattina insieme a quello di altri 150 indagati sul sito del CAFF di Roma. Controlla tu stesso sei nella lista di gennaio, il sito è questo www.caff-antifr.com». Nel post scriptum si legge «in ogni caso io non esisto, mi raccomando, non fare mai il mio nome!!!».

Questa e-mail è ovviamente falsa e ci porta ad un sito che contiene un virus “NewHeur_PE” e che infetta il computer. Le conseguenze non sono ancora state del tutto accertate. La sigla CAFF di Roma può facilmente confondere essendo simile ad altri acronimi riguardanti la Gdf o altri enti per la sicurezza informatica.

L’avviso arriva dal Gat, il nucleo speciale frodi telematiche della guardia di finanza, che ha già identificato dove il sito web contaminato è installato: su un server operante a Chicago in Illinois (Stati Uniti) e di proprietà del provider «FDC Servers.net».

Come sempre vale il consiglio di non aprire e-mail che provengono da sconosciuti e quanto mai aprire allegati o cliccare su link di dubbia provenienza.

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All’asta su E-bay 3 milioni di dischi e 300 mila cd

AMpWed, 20 Feb 2008 11:00:00 +00001203505200UTCC+ 1

Di quanti pezzi è composta la vostra raccolta musicale? Volete incrementarla? Allora potete visitare l’asta di e-bay.

Tre milioni di dischi, 300 mila CD, 6 milioni di titoli in tutto a partire da un prezzo decisamente appetibile: 3.000.000 di $ circa 2.000.000 di €.

La collezione parte dalle prime registrazioni di Thomas Edison, l’inventore del fonografo, ai più recenti brani di oggi.

Il valore stimato effettivamente si aggira intorno ai 50 milioni di $, con brani esclusivi e mai ascoltati.

Il proprietario di questa incredibile collezione è un americano sessantanovenne di nome Paul Mawhinney che per conservare questa moltitudine di materiale ha trovato un magazzino di 16 mila metri quadrati, climatizzato ad hoc.

Come spiegato sul suo sito Paul Mawhinney vorrebbe che la collezione fosse acquistata da un’Università o un museo. Per ora è arrivata un’offerta interessante da 28,5 milioni di dollari. C’è tempo fino al 1 marzo.

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L’Sms che si detta

AMpWed, 20 Feb 2008 08:00:00 +00001203494400UTCC+ 1
È possibile convertire i messaggi della segreteria telefonica in SMS o in e-mail, grazie all’utilizzo di due software: SimulScribe e SpinVox.

SpinVox ha presentato il suo servizio al Mobile World Congress di Barcellona, ma già attivo dal 2006 in Inghilterra.

SpinVox Text permette di convertire i messaggi vocali in sms, infatti la società inglese Spinvox, offre un servizio che permette di scrivere un messaggio dal cellulare tramite audio, ma non solo; con SpinVox Blog potete pubblicare contenuti sulla vostra pagina Web senza ricorrere al computer e con SpinVox Messenger, invece, potete raggiungere via SMS l’utente di un programma di messaggistica istantanea per computer.

Per ora le lingue implementate sono il tedesco, il francese e lo spagnolo, e l’inglese.

SimulScribe funziona in modo pressoché identico, dopo la registrazione al servizio, sta all’utente personalizzare le modalità che preferisce, attivando il trasferimento in SMS oppure attraverso la posta elettronica.

Il vantaggio di questa tecnologia di riconoscimento della voce e conversione in formati testuali risolve il problema di dover annotare le informazioni contenute nei diversi messaggi, ma a volte, convertire messaggi vocali in messaggi testuali ci può tornare utile quando non vi è la possibilità di ascoltare i messaggi registrati nella segreteria del proprio cellulare.

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Come sbloccare la coda di stampa della vostra stampante

PMpTue, 19 Feb 2008 15:30:00 +00001203435000UTCC+ 1
Sarà capitato anche voi che la stampante si blocchi du coda di stampa; questo crea l’impossibilità di continuare a stampare ed appare un’icona di una stampante sulla barra delle applicazioni (vicino all’orologio). Se si apre la finestra si vedrà che la coda di stampa è bloccata.

Solitamente si tenta di annullare sospendendo o eliminando l’operazione di stampa che blocca tutte le seguenti con un risultato vano: vi è però una soluzione, riavviare lo spooler di stampa.

Per fare ciò basta aprire il prompt dei comandi (Start/Esegui: cmd) e digitare quanto segue:


net stop spooler


Dopo aver dato “invio” come risposta riceverete: Servizio Spooler di stampa arrestato. Ora lo spooler si è arrestato, per poter stampare dobbiamo riavviarlo:

net start spooler


Dopo aver dato “invio” come risposta riceverete Servizio Spooler di stampa in fase di avvio. Avvio del servizio Spooler di stampa riuscito.

Se tutto ciò è troppo lungo, potete creare un file di batch (.bat), ovvero un eseguibile pronto all’uso.

Basta scrivere in un file di testo, quanto segue:

Codice:

@echo off

net stop spooler

net start spooler

Salvatelo come .bat e non .txt, magari nominandolo in maniera da ricordarlo per esempio:

Ripristina_coda_di_stampa.bat

Salvatelo dove vi è più comodo ed avviatelo ogni volta che si presenta la necessità di sbloccare la coda di stampa.

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Recuperare le vostre password nascoste dagli asterischi

PMpTue, 19 Feb 2008 12:30:00 +00001203424200UTCC+ 1
Può capitare di perdere la password di accesso a qualche sito solo perchè, incautamente, avete permesso al vostro browser di memorizzarla per voi.

Per svelare le password nascoste dagli asterischi che quasi tutti i browser offuscano, esiste una soluzione con un Javascript.
Basta posizionarsi sulla pagina contenente il campo nascosto, inserire nella barra degli indirizzi questa funzione Javascript e premere INVIO:



[Ho dovuto inserire un immagine perchè blogger non mi accetta il codice, se ci cliccate sopra l'immagine si ingrandisce]

La password verrà visualizzata istantaneamente in un popup e funziona sia con Internet Explorer che con Opera e Firefox.

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